Virginia Chihota e le Difficoltà delle Relazioni

Virginia Chihota (b.1983) è un’artista proveniente dallo Zimbabwe che lavora, come altri degli artisti di cui abbiamo precedentemente parlato, sul piano introspettivo. Le pitture di questa donna occupano uno spazio tra realtà e sogno, in cui è in grado di lavorare attingendo dalle proprie relazioni personali. Il suo punto di partenza, un foglio di carta vuoto, diventa il mondo sconfinato all’inizio di una nuova relazione, romantica, religiosa o professionale.

Virginia Chihota, Fruit of the Dark Womb, 2011
Virginia Chihota, Fruit of the Dark Womb, 2011
Attraverso l’uso dei segni e dei colori fa parlare i corpi che disegna, evidenziando anche i rapporti fra loro, come l’inizio o la fine di una relazione.

Come già detto, l’artista parte spesso dalle proprie esperienze personali. Negli ultimi anni il trasferimento in Libia, il matrimonio e la maternità hanno influenzato non solo il modo in cui essa interagisce con le persone, ma anche la sua pittura. Il corpo è il punto di partenza per queste esperienze fortemente transitorie e lo usa con forza espressiva. I colori sono forti, bianchi, neri e rossi e le forme sono contemporaneamente fluide e concrete.

 

 

Chihota raccoglie e dondola i suoi soggetti, come un burattinaio, in spazi scomodi e sconosciuti dove sono comprensibilmente vulnerabili e ansiosi. Il suo lavoro gli permette di prendere un rapporto rotto, pieno di tensioni dando a questo libertà di esplorare i possibili modi per guarire le proprie ferite.

 

 

I due quadri qui sopra, intitolati entrambi “Raising Your Own (Kurera Wako)”, del 2014, parlano della sua vita come moglie e madre, condividendo con noi la profondità dell’amore, della solitudine e di tutte le emozioni contrastanti provate da ogni donna nella stessa situazione.
I lavori della Chihota, oltre ad essere una meditazione sulla vita domestica, sulla soggettività femminile e sulle relazioni interpersonali, possono contenere anche allusioni a immagini religiose e folkloristiche.

 


Ne è un esempio la serie di quadri intitolati “The Roots of the Flower We Don’t Know” in cui rende la sua figura con un aureola che ricorda le raffigurazioni popolari di Vergine Maria. Inoltre, le somiglianze tra il nome dell’artista e il venerato titolo dato alla Madre Santa rendono ancora più palpabile il rimando.

 

 

Fonti:

Fonti Immagini:

Salva