Un Viaggio nello Studio di Paulo Kapela

Paulo Kapela (b.1947) può essere considerato uno fra gli artisti più visionari nel panorama artistico contemporaneo africano.
L’artista rappresenta un modello anche dal punto di vista spirituale per le nuove generazioni di artisti, grazie al suo modo di vivere ortodosso.
Nel suo lavoro utilizza diversi oggetti per creare nuovi contesti e nuove forme, secondo la propria visione personale del mondo.

 

Paulo Kapela, No Title, 2016
Paulo Kapela, No Title, 2016

 

Come spesso accade, il luogo di lavoro è specchio dell’animo e della mente dell’artista.

Il laboratorio di Paulo Kapela si trova nel centro della città di Luanda, nell’edificio dell’UNAP (Unione Nazionale degli Artisti Plastici), dove si trovano anche altri atelier.

 

Paulo Kapela nel suo studio.
Paulo Kapela nel suo studio.

 

L’ambiente lavorativo di Kepela però si distingue molto dagli altri, già solo considerando che l’accesso è consentito solo attraverso una sorta di “parola d’ordine”. Una volta superata la soglia l’effetto è straniante. Il soffitto rotto, che mostra ritagli del cielo d’Angola, già dice tutto. Vari oggetti sparsi in giro, profani accostati ai sacri, fiori accostati a lattine vuote, riempiono ogni luogo. Come entrare in una sua opera. Sono queste a riempire completamente lo spazio. Accostate l’una all’altra creano un disordine che disordine però non sembra, come appunto sono i suoi collage.

 

 

Anche questi come il suo studio sono un’accozzaglia di oggetti, frasi, fotografie, segni e simboli di provenienza e significati diversi, spesso di difficile interpretazione, dovuta anche alla mancanza di un titolo.
Quel che è chiaro è che solo immergendosi nell’atelier di Kepela possiamo capire l’orgine delle sue opere.

 

Paulo Kapela, No title, 2016
Paulo Kapela, No title, 2016

 

L’artista si trova in una casa di cura dal 2014, essendo ormai il suo studio un luogo troppo pericoloso per la sua salute. Sente la mancanza del contatto col mondo, con quello che succede e con uno spazio libero, come era il suo studio, ma continua comunque a lavorare.

 

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