Sokari Douglas Camp: le Sculture in Acciaio

Sokari Douglas Camp (b.1958) è una scultrice il cui materiale primario è l’acciaio. Il suo lavoro fa riferimento alle sue radici nigeriane e alle questioni internazionali. Sokari sceglie di affrontare questioni che sente fortemente, come i rapporti internazionali e interpersonali,  ma anche le condizioni di vita della Nigeria.

 

Sokari Douglas Camp, Asoebi, 2005
Sokari Douglas Camp, Asoebi, 2005
“Il mio sogno è che che il Delta del Niger sarà curato, anche se sta morendo di inquinamento da petrolio”

Tutto questo emerge attraverso la saldatura dell’acciaio e la fabbricazione di figure umane. Ciò che traspone quello che sente nel regno delle sculture è l’animazione del metallo, la lotta per articolare spazio, piani e superfici e l’equilibrio del colore e della struttura. Ma è l’introduzione di un altro fattore a rendere le sue sculture tanto affascinanti, ed è il senso di giocosità e ironia. Sokari gioca con dispositivi e elementi visivi, talvolta anche introducendo movimenti meccanici nelle opere.

 

 

Sokari si trasferì in Inghilterra da piccola per frequentare la scuola, ma tornò spesso in Nigeria per visitare la sua famiglia e partecipare alle attività tradizionali della vita della tribù Kalabari. Impiegando moderne tecniche scultoree, crea grandi opere semi-astratte figurative ispirate ai suoni, ai movimenti e ai colori delle sfilate di Kalabari, dei funerali, dei giochi, delle regate e dei festival. Ma non restano solamente prodotti della cultura Kalabari, le sue sculture sono figlie di entrambi i mondi in cui ha vissuto: Africano e Occidentale.

 


Nella sua cultura alla maggior parte delle donne non è permesso di lavorare il ferro. Così l’artista oltrepassa i confini di genere oltre a quelli geografici.
Per le sue sculture si ispira spesso alla cultura Rinascimentale Italiana. Ne sono un esempio i lavori presentati qui sotto: God’s Children/God’s Gift, ispirata alla Creazione di Adamo di Michelangelo. Blind Love and Grace e Primavera, invece, si ispirano alla Primavera di Botticelli.

 

 

Fonti:

 

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