Marlene Dumas: La Realtà dei Ritratti

Marlene Dumas (b. 1953) è una delle artiste più riconosciute dalla critica internazionale per la capacità che ha avuto (e continua ad avere) di far valere l’arte figurativa in un’epoca dove ormai il concettuale ha preso il sopravvento.

The Widow, 2013
The Widow, 2013

L’artista sudafricana, mescolando continuamente psicologia, storia dell’arte e cultura popolare, realizza ritratti capaci di cogliere la vera essenza delle persone, lavorando principalmente in olio su tela o inchiostro su carta.
La sua carriera è decollata negli anni ’80 quando ha iniziato per l’appunto ad occuparsi principalmente di ritratti. Fra i suoi grandi successi ci sono «The Image as Burden» («L’immagine come peso»), alla Tate Modern di Londra nel 2015, e la mostra del 1995 al Castello di Rivoli, in cui vide confrontare il suo lavoro con quello di Francis Bacon.

 

Die Muzes, 1991
Die Muzes, 1991

Trae ispirazione da diverse fonti, come ricordi, fotografia Polaroid, riviste e giornali e dipinti fiamminghi, difficilmente dipinge dal vivo.

“Mi preoccupo di quello che pensano di me e mi preoccupa ancora di più che si chiedano cosa penso di loro. Così perdo la libertà del tocco amorale che per me è un prerequisito per fare una buona pittura.”
Lying on The Street, 1988

 

Fra i soggetti da lei scelti molti si ritrovano in quella che lei definisce “industria dello spettacolo per adulti”. Figure controverse, come quelle di Amy Winehouse e Lady Diana, arrivando addirittura ad Osama Bin Ladem, vengono spogliate della loro essenza e rilette attraverso lo sguardo dell’artista.

 

“Vorrei che i miei dipinti fossero come poesie. Le poesie sono frasi che si sono messe a nudo. Il significato di una poesia è quello che fanno il suo battito e il suo ritmo, come le parole si spostano sulla pagina. La poesia è scrittura che respira, salta e lascia spazi aperti, così che possiamo leggere tra le righe.”
Great Britain (Naomi Campbell and Lady D.), 1995–7
Great Britain (Naomi Campbell and Lady D.), 1995–7

 

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