Kyo Noir: Arte Contemporanea Africana in Italia

Abbiamo intervistato Antonella Pisilli, curatrice della Galleria Kyo Noir di Viterbo, la più importante galleria d’arte contemporanea africana presente in Italia.

Visione interna della galleria
Stand della galleria per una fiera
Com’è nata la galleria? Qual è la sua storia?

“La Kyo Noir Studio rinasce dalle ceneri della Kyo Art Gallery che aprii nel 2003 a Viterbo dopo una lunga esperienza come curatrice presso la storica galleria Sala 1 di Roma.
Dopo un periodo di pausa abbiamo deciso, insieme a Massimiliano Del Ninno, mio marito nonché direttore della Kyo Noir, di aprire questo spazio non solo come luogo di esposizione ma anche di studio e di ricerca, un luogo dove poter scambiare idee, suggestioni, progetti sul presente e sul futuro dell’arte contemporanea africana.”

Visione esterna della galleria
Visione esterna della galleria
Cosa l’ha spinta ad occuparsi di arte contemporanea africana?

“Mi occupo di arte contemporanea africana da moltissimi anni. Nel 1996, due anni prima che arrivassi alla Sala 1, era stata fatta la prima mostra di arte contemporanea africana con artisti come El Anatsui, Fathi Hassan, ed altri. Nel 2000 vennero ospitati in galleria Renée Cox e Victor Matthews. Questi artisti offrivano uno spunto di riflessione sulla creatività culturale della diaspora africana. Tutti questi contatti mi hanno spinto ad approfondire la conoscenza dell’arte contemporanea africana fino farla a diventare una mia specializzazione.”

Potrebbe parlarmi della della mostra attualmente in corso?

“Ho curato a Firenze, Roma e Viterbo una video rassegna dal titolo Videozoom “Africana Womanism”. La mostra ha visto protagoniste 8 artiste provenienti dall’Africa, proponendo una visione nuova della donna africana e un incitamento ad imparare a vedere il mondo in modo diverso. Attraverso i loro video le artiste sono state in grado di mostrare una visione differente della femminilità africana, superando gli stereotipi a cui siamo abituati.”

E della serie di mostre “Ex africa semper aliquid novi”? Avete già parlato di Esther Mahlangu e Gonçalo Mabunda, ci sono altri progetti in programma per la serie?

“Il titolo “Ex africa semper aliquid novi” è tratto dal Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, ed è un monito per ricordare che le grandi potenzialità del continente africano erano già in nuce 2000 anni fa.
Abbiamo iniziato con Gonçalo Mabunda, poi Ester Mahlangu. A maggio faremo Soly Cissè, artista senegalese. La Kyo Noir ha prodotto per ogni mostra una mia intervista all’artista. Ho voluto pensare anche ai più piccoli, con un cartoon creato appositamente per la mostra. Ho anche attivato una collaborazione con le scuole, per educare i bambini all’arte.”

La galleria funziona solo come sede di mostre temporanee o possiede anche una collezione propria?

“Per le mostre utilizziamo le opere della nostra collezione che acquisiamo direttamente dagli artisti. Abbiamo costruito negli anni, insieme a mio marito, una delle più importanti collezione d’arte contemporanea africana d’Italia, sia per numero di opere che per qualità. Nella nostra collezione sono presenti opere di Soly Cissè, Aboudia, Armand Boua, Esther Mahlangu, Gonçalo Mabunda, e tanti altri. Ci siamo concentrati soprattutto sull’Africa Sub-sahariana privilegiando gli artisti viventi.”

 

Per altre informazionie curiosità visitate il sito ufficiale della galleria e la pagina facebook.

Fonti: Intervista a Antonella Pisilli
Immagini fornite da Antonella Pisilli

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