Julie Mehretu: Visioni di Città Astratte

Julie Mehretu (b.1970) è un’artista etiope che con il suo lavoro sembra riportare all’arte concettuale degli anni 40-50, gli anni di Pollock e del dripping, ma anche ai quadri astratti di Kandinskij.

 

Julie Mehretu, Mogamma (A Painting in Four Parts), 2012
Julie Mehretu, Mogamma (A Painting in Four Parts), 2012

I quadri e i disegni di Mehretu si riferiscono a elementi di mappatura e architettura, raggiungendo una complessità calligrafica che ricorda atmosfere turbolenti, ma anche a dense reti sociali. Le rappresentazioni architettoniche e le vedute aeree delle griglie urbane entrano nel lavoro come frammenti, perdendo la loro specificità nel mondo reale e sfidano le letture geografiche e culturali profonde.

 

Julie Mehretu, Citadel, 2005
Julie Mehretu, Citadel, 2005
“Mappe di storia senza posizione”

Queste stupefacenti tele su larga scala sono realizzate con speciali vernici cerose, che creano un effetto traslucido e che impiegano settimane (o addirittura mesi) di lavorazione per rendere quell’effetto di profondità spaziale che le caratterizza. L’opera è completata infine da marcature a matita o penna. Come già detto il suo lavoro rientra pienamente alla storia dell’arte non oggettiva – dal costruttivismo al futurismo.

 

Julie Mehretu, Empirical Construction, Instanbul, 2005
Julie Mehretu, Empirical Construction, Instanbul, 2005

 

Quello che rappresenta l’artista sono narrazioni di città, storie, guerre e geografia. Molte tele infatti portano il nome di città. Quello che maggiormente interessa l’artista sono le nuove città, quelle del XXI secolo, che hanno subito uno svilippo accellerato e generalmente non al passo con la possibilità economica della maggiorparte della popolazione che vi vive. Il tutto è rappresentato utilizzando diverse prospettive, visioni aree e laterali, e sovrapponendo elementi architettonici quali colonne, facciate o portici.

 

Julie Mehretu, Emergent Algorithm (Kabul), 2013
Julie Mehretu, Emergent Algorithm (Kabul), 2013

Mehretu descrive le sue tele come “mappe di storia senza posizione”. Sono immagini di una realtà immaginata, piuttosto che reale. In un rimando al Manifesto Futurista, l’artista sembra rappresentare la città nella sua forma più accellerata: movimento e confusione allo stato puro.

 

Julie Mehretu, Bombing Babylon, 2001
Julie Mehretu, Bombing Babylon, 2001

 

Fonti:

 

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