Gerard Quenum: le bambole inquietanti

Gerard Quenum è nato nella città costiera di Porto Novo, capitale ufficiale della Repubblica di Benin, nel 1971. Come molti altri artisti francofoni è sempre stato alla ricerca di un pubblico più ampio, fuori dall’africa, e grazie alle sue sculture è riuscito ad ottenerlo. Le sue opere, infatti, si trovano in molte gallerie, soprattutto a Londra e a Parigi.

Gerard Quenum, Anti Missile, 1999
Gerard Quenum, Anti Missile, 1999

 

Nella mostra Dolls Never Die (October Gallery, 2012, Londra), Quenum presenta una serie di sculture composte da oggetti riciclati, che accompagnano un’installazione composta dallo stesso materiale.
Le composizioni di questi oggetti ricreano ritratti toccanti, attraverso l’uso delle bambole, che servono come specchio della realtà africana. Anche meglio, un obiettivo, un filtro, con cui guardare questa realtà.

 

Gerard Quenum, Bacchus, 2007
Gerard Quenum, Bacchus, 2007

 

Figure lunghe o tozze, con più o meno teste, sorridenti o non. A tratti inquietanti, queste “bambole” contengono un doppio volto: quello dell’Africa, che devono rappresentare, e quello dell’Europa. È proprio da lì che vengono infatti, impacchettate dopo aver vissuto a pieno la loro vita nelle mani di bambini europei.

 

 

E il racconto vero e proprio nasce dall’unione di questi giocattoli con altri oggetti, tra i più disparati, come tamburi. Tavole di legno, mortai e tutta una serie di altri oggetti che contengono a loro volta delle storie uniche.

“Lavoro con gli oggetti vecchi perchè le cose da noi utilizzate per molto tempo hanno qualcosa che mi inspira , e quando le unisco alle teste di bambola è come se iniziassero una nuova vita. Le teste delle bambole animano tutti gli altri materiali.”

 

 

Si tratta di un unione di mondi dunque, di luoghi, di realtà, di culture e persino di materiali differenti. Questo caratterizza il lavoro di Gerard Quenum. E anche se alle volte può comparire inquietante, spesso bisogna semplicemente fermarsi, osservare, e cercare di comprenderne la profonda dimensione psicologica di fondo.

 

 

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