Dilomprizulike: Valorizzare l’Inutile

Oggi parliamo di Dilomprizulike (1960), un altro artista Nigeriano preoccupato per il consumismo in atto nel proprio paese.

Dilomprizulike, Waiting for Bus, 2003
Dilomprizulike, Waiting for Bus, 2003

La crescita esplosiva delle città africane nel periodo post-coloniale ha portato naturalmente ad un maggior utilizzo e conseguente spreco di materiali quali plastica e alluminio, aumentando conseguentemente anche la produzione di immondizia.
Dilomprizulike si preoccupa di recuperare questa “spazzatura” e di farla riviveere, creando meravigliose sculture ad altezza naturale, parlando di quella che definisce “situazione alienata dell’africano della sua società”.

Per questo motivo ha creato anche un museo, nei primi anni 2000, il Junkyward of Awkward Things, a Lagos.

“La situazione alienata dell’Africa nella sua società diventa tragica. Vi è una lotta dentro di sé, una coscienza di vivere con le complicazioni di una civiltà imposta. Non si riesce più a ritornare a raccogliere i frammenti della cultura spezzata dei propri padri, né  si è abbastanza equipaggiati per stare al passo con il mondo occidentale”


Si potrebbe dire che il suo scopo sia quello di presentare il non-presentabile e valorizzare l’inutile.
Con questo criterio ha costruito anche il suo museo, che viene descritto come una sorta di “ospedale artistico”. L’oggetto scartato viene infatti come risuscitato e riportato ad una seconda vita sotto forma di arte. Oltre a toccare questioni ecologiche, il Junkyard Museum of Awkward Things è un riflesso sul senso di rifiuto e isolamento della gente in una società consumistica che si preoccupa solo della diponibilità economica del popolo, trascurandone il passato e la cultura.

 

 

 

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