Adejoke Tugbiyele: i Diritti della Comunità LGBT

Adejoke Tugbiyele (b.1977) è un’artista Nigeriana ormai stabilitasi definitivamente negli Stati Uniti.
Il suo lavoro, principalmente scultoreo, si basa sulla cultura degli Yoruba, un gruppo etnico che popola gran parte della Nigeria.

Adejoke Tugbiyele, Love Boat, 2016
Adejoke Tugbiyele, Love Boat, 2016

 

La tradizionale scultura di questa popolazione è composta da lunghi segmenti lignei, che danno vita a figure molto schematiche e stilizzate. Le opere della Tugbiyele sono molto più di questo. Attorno a sottili strutture metalliche non si intrecciano solo filamenti di legno, ma anche stoffa, fibrosi naturali e artificiali.

 

Adejoke Tugbiyele, Homeless Hungry Homo, 2014
Adejoke Tugbiyele, Homeless Hungry Homo, 2014

 

Adejoke Tugbiyele, Homeless Hungry Homo (drawing), 2016
Adejoke Tugbiyele, Homeless Hungry Homo (drawing), 2016

 

Ne risulta una scultura che porta con sé un profondissimo bagaglio culturale, quello tradizionale Nigeriano, ma che al contempo risulta profondamente moderna, grazie all’utilizzo dei materiali e ai messaggi che vuole trasmettere.

 

 

Oltre ad essere un’artista riconosciuta a livello internazionale, Adejoke Tugbiyele è anche un’attiva difenditrice dei diritti della comunità LGBT. Spesso nelle sue opere è possibile trovare riferimenti alle ingiustizie che molti uomini e donne ancora devono subire all’interno di molte culture.

“L’attivismo mi aiuta a rimanere in contatto con le questioni e le idee a cui rispondo nel mio lavoro. Il mio lavoro a sua volta educa riguardo il movimento LGBT in Nigeria e oltre. Entrambi dipendono l’uno dall’altro.”

 

Adejoke Tugbiyele, Same Sex, 2016
Adejoke Tugbiyele, Same Sex, 2016

 

La scultura Queer African Spirit, ad esempio, fa riferimento ad un episodio del 2014 per cui un giovane omosessuale di 28 anni è stato sottoposto a fustigazione pubblica, in Nigeria. Una situazione che l’artista ha vissuto in prima persona, trovandosi in Nigeria, e che l’ha turbata tanto emotivamente quanto fisicamente.

“Non potevo fare a meno di chiedermi se fosse così la vita nel Medioevo dell’Europa, quando un fervore religioso che demonizzava persone innocenti dominava il pensiero intellettuale tra le masse. […] La mia risposta è stata fare arte, o, piuttosto, finire subito quello che avevo già iniziato.”

 

Nella scultura sopra cititata, gli stessi strumenti di tortura diventano portatori di un messaggio di denuncia e di morte: una frusta di cuoio, un teschio e una coda di cavallo (il cavallo è uno dei simboli con cui si identifica la Nigeria settentrionale).

 

Adejoke Tugbiyele, Flight to Revelation, 2011
Adejoke Tugbiyele, Flight to Revelation, 2011

 

L’interesse per l’artista a questa tematica si registra dal 2012, anno in cui si è sentita tanto confortevole con la propria sessualità da decidere di aiutare e sostenere i membri di una comunità intera con la loro.
Prima di questo il suo lavoro si concentrava sull’identità femminile, tema già riscontrato in artiste con Billie Zangewa e BiBi.

Le opere di Adejoke Tugbiyele sono state esposte nella mostra del 2016, Disguise: Maschere e globale African Art, al Brooklyn Museum (NY).

 

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