Aboudia: I “Graffi” della Guerra e della Strada

Aboudia Aboulaye Diarrassouba (b.1983), meglio conosciuto come Aboudia, è un altro artista della Costa d’Avorio che, come Armand Boua, per il suo lavoro si è lasciato ispirare dalla realtà che lo circonda.

 

Aboudia, Tete de Bit, 2014, acrylic and mixed media on canvas
Aboudia, Tete de Bit, 2014, acrylic and mixed media on canvas

 

A differenza di Boua però, Aboudia ha trattato una tematica che ha segnato profondamente non solo lui, ma la storia del suo paese. La rivolta a seguito delle elezioni parlamentari del 2011, quando Laurent Gbagbo contestò la vittoria del suo avversario Alassane Ouattara. In quesi giorni migliaia di civili vennero uccisi e feriti, centinaia di migliaia sfollati. Aboudia, nascosto nel suo seminterrato, dipingeva ciò che lo circondava.

 

Aboudia, Djoly du Mogoba, 2011, acrylic and mixed media on canvas
Aboudia, Djoly du Mogoba, 2011, acrylic and mixed media on canvas

 

Così soldati, feriti, morti, scene di guerra e caos riempiono le sue tele, che ancora adesso, a distanza di anni, riescono ancora ad emanare la violenza, il terrore e l’orrore che in quei giorni hanno invaso la città di Abidjan.

I dipinti di Aboudia si caratterizzano non solo per la grande scala, spesso monumentale, ma anche per i colori sgargianti che o “graffiano” la tela o, come sangue o sudore, vengono lasciati gocciolare (ricordando in questo senso il lavoro di Pollock). Lo sfondo è tendenzialmente scuro, metafora dei giorni bui a cui la città assistette.

 

Aboudia, Daloa 29, 2011, acrylic and mixed media on canvas
Aboudia, Daloa 29, 2011, acrylic and mixed media on canvas

 

Questo sapiente uso dei colori dà vita a figure fumettistiche, satiriche, in cui il confine fra divertente e inquietante spesso è confuso. Vivi e morti si mischiano e uniscono e il messaggio che ne risulta è più di una volta il medesimo: aiutateci.

 

Aboudia, Election Poison, 2010, , acrylic and mixed media on canvas
Aboudia, Election Poison, 2010, acrylic and mixed media on canvas

 

Aboudia può essere paragonato a diversi artisti, di diverse epoche. Abbiamo già ricordato Pollock per il dripping, ma l’associazione è facile anche con i graffiti, per l’appunto, di Basquiat. Stesso discorso vale per la tematica. Un primo riferimento può essere a Guernica, ma ad una riflessione più attenta può portare anche ad un confronto con l’opera di Goya, che a suo tempo dipinse gli orrori portati dalla Guerra d’Indipendenza nel XIX.

 

Aboudia, 'Quitte le Pouvoir', 2011, acrylic and mixed media on canvas
Aboudia, ‘Quitte le Pouvoir’, 2011, acrylic and mixed media on canvas

 

Nonostante ciò Aboudia non si sente un ‘artista di guerra’, e rifiuta dunque di essere classificato come tale.
Egli paragona il suo lavoro a ‘Nouchi’, lo slang dei giovani ivoriani. Anche la sua opera, come questo linguaggio, è nata dalla strada, e dalla strada ha tratto il proprio materiale.
Come Armand Boua ha anche lui fatto parte degli artisti presentati nella mostra Pangaea II: New Art From Africa and Latin America, alla Saatchi Gallery di Londra.

 

Fonti Principali:

Fonti Immagini:

  • http://www.saatchigallery.com/artists/aboudia_abdoulaye_diarrassouba.htm
  • http://www.jackbellgallery.com/artists/27-aboudia/overview/

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